lunedì, 11 agosto 2008
16:42

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Piacere sono stilografica!

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò

Bella sorpresa vedere che il blog è ancora online, che non l'hanno cancellato, che qualcuno ancora mi legge, che qualcuno mi scrive, addirittura i  pazzi che mi inviano ancora riechieste di amicizia, insomma che tutto è rimasto lì dove lo avevo lasciato. Già, forse la magia del blog è anche questa. Non starò a parlarvi di tutto quello che non ho fatto in questo periodo di assenza, di quello che ho fatto o dei miei allenamenti con il rasoio, ma bensì di un riflessione maturata in questo tempo: gli oggetti, ciò che ci circonda. Al momento dell'acquisto sono lucidi e splendenti, noi riponiamo in loro tante speranze e aspettative, poi nel tempo ci distinguiamo nei loro confronti in persone che credono che gli oggetti hanno un'anima e quelli che "buttalo via". Una maglietta che mi è stata regalata dalla mia donna amata anche se poi sta con un'altro, non può essere considerato un pegno lasciato in custodia di un amore tradito, ma soprattutto non può essere considerata una semplice maglietta, un semplice oggetto.Quella maglietta, c'ha appicicati sopra tanti giorni della mia vita ormai, io e lei abbiamo condiviso un sacco di esperienze, io e lei siamo "amici". Ecco che l'oggetto si anima e prende vita oltre la forma, si riempie di contenuti che van ben oltre il colore, la consistenza e la persona che ce l'ha regalato. Che bello sarebbe un dì diventare tutti oggetti, si perchè no, svegliamoci domattina e pensiamo di essere un oggetto: io mi sveglio penna stilografica ad inchiostro color grigio, e tu?

domenica, 18 maggio 2008
08:05

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Tu dammi una lametta...

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in:
Ebbene, dopo estenuanti allenamenti condotti in bagno, e non per pratiche onanistiche, dichiaro ufficialmente la vittoria del cavaliere del febo sul rasoio, motivo per cui febo wiiiiiiiin.
mercoledì, 14 maggio 2008
18:24

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la battaglia è...

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La battaglia è...coinvolgente




onore e gloria al febo fante!




La battaglia è...

sabato, 03 maggio 2008
21:43

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lametta wins

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: tempi duri

Mi prendono delle fissazioni certe volte....Ultimamente (da due anni circa) utilizzavo il rasoio elettrico per tutti quei motivi che si possono facilmente intuire (praticità, celerità...). Sono andato dal barbiere a radermi e ho appreso che, beh, in reltà già il testo della canzone di Battiato doveva farmelo presagire, insomma radersi con il rasoio elettrico, anche se ha il gel, le doppie lame rotanti ed i pugni perforanti, insomma: fa male! Allora son partito con l'acquisto del secolo: rasoio a mano libera, alla luna di fiele, sapone da barba, pennello e stick. Sono davanti alla specchio del bango che mi sto sbarbando e... vedo lampeggiare in basso a destra la lucina dell'energia, della mia energia, sto perdendo le forze, sto perdendo troppo sangue, tipo playstation capisco che devo caricare l'energia, già, ma dove sarà l'energia da prendere, cerco tipo tombraider nella confezione dello stick emostatico ma niente. Sicuramente mi rifarò in futuro, ma purtroppo per questa volta: lametta wins!

lunedì, 21 aprile 2008
21:09

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Il giorno del ringraziamento

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò
Che dire! (Cazzo bell'inizio, non scrivo da mesi sul mio blog ed esordisco così, è proprio vero che quando uno ha il dono di saper scrivere, c'e' poco da fare, la classe non è acqua). Sono davvero sorpreso nel vedere che nonostante tutto c'e' qualcuno che ancora torna a leggere il mio blog: è bellissimo ragazzi credetemi, sapere di non essere l'ennesima meteora che ti attraversa la vita è super, è straordinario, mi rende felice per davvero. Grazie a tutti coloro che continuano a credere in me, grazie a tutti coloro che continuano a scrivermi, grazie a tutti coloro che hanno saputo leggere tra le righe del mio blog la mia vera personalità, grazie, grazie, grazie. 
martedì, 05 febbraio 2008
16:56

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nessuno si senta escluso

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: tempi duri

Che bello sarebbe non essersi mai laureato, inseguire un sogno, un ideale, continuare a pensare che dopo la laurea tutto è più facile, tutto è diverso, tutto è possibile. Ed invece no, mi verrebbe da dire ahimè sono laureato, purtroppo! Ti rendi conto che è tutta una grossa presa in giro, già, ma  forse proprio la vita è tutta una presa in giro! Nascere, crescere, vivere per arrivare a capire che in realtà non è dove si deve arrivare, la vita, la vita è il tragitto, la meta è il nulla. Forse l'ho capito troppo presto. Capisco quelli che a 35 anni preferiscono "sparire", forse anche loro hanno capito tutto, del non senso della vita. Vedi uno come me, "brillante" a detta di tutti, ma a chi mai faranno impressione le frasi scritte, i libri letti, tutto l'amore e il rispetto che sono in grado di riversare sul prossimo, a chi? A nessuno! Mi invii un curriculum che poi le faremo sapere, ma che cazzo devi far sapere se non sai neanche cos'e' la maieutica, figuriamo se sai cos'e' il corso scritto sul curriculum! Prima dovevo inventare la "roba" da inserire nel curriculum adesso devo togliere, vi rendete conto, se scrivi troppo "costi" troppo e non vai bene. Potessi vendere questa rabbia, questo dolore, questo vuoto che mi porto dentro forse sarei ricco. Forse sarei ricco? Forse lo sono e non sono neanche in grado di rendermene conto. A voi border line, a voi emarginati, a voi ricchi di spirito di avventura, a voi accattoni, mendicanti, diseredati, emarginati...vi invidio, invidio la vostra spensieratezza, il vostro riuscire a vivere sopra le parti, quasi da spettatori passivi questa vita deprimente, che ci opprime. Nulla capita per caso, ne sono convinto l'angelo che mi hai mandato, quello che tutte le mattine mi butta giù dal letto a calci nel culo e che mi trascina a passo stanco fino alla sera forse è l'unico desiderio di vita che riesco ad avere, e fin quando ci sarà, ci sarà vita dentro questo febo.  Non smettere mai ti prego, non spegnere questa candela: già di suo è fioca e a malapena riesce a resistere alle folate di "vita".

mercoledì, 30 gennaio 2008
20:56

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Titttirittittittiti....

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò
A te che sei capitato casualmente sul mio blog, dedico questo post, perchè la sfida è proprio questa: bisogna incuriosire, essere invitante dalle prime battute, proprio come nella vita, altrimenti non saresti arrivato a leggere neanche fino a questo punto, avresti smesso! Del resto cosa puoi sapere di me, della mia vita, nulla, e soprattutto te ne può fregà de meno :) Adesso ti va di leggere, devi occupare uno spazio, ti devi distrarre, rilassarti! Questo post è dedicato anche a me che provo piacere a comunicare, narcisista della comunicazione quale sono, mi devo specchiare in queste lettere, in queste frasi. A me ed a te, a te che, come scrisse qualcuno più bravo di me, sogni una stella ed un veliero che ti portino su isole dal cielo più vero, a te che quando la tua mente prende il volo ti accorgi che sei rimasto solo, a te che leggi questo post  forse sorridendo, giuro che la stessa rabbia sto vivendo,volevo dirti che stiamo sulla stessa barca io e te.  A scusate: partono tutti incendiari e fieri ma quando arrivano sono tutti pompieri!
domenica, 27 gennaio 2008
18:58

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Nella stanza 26

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò

Mi sono messo a leggere tutti i post del mio blog, con uno spirito critico, esercizio che consiglio essere molto utile, e che tutti a mio avviso dovrebbero fare. Ergo ho fatto pulizia di tante cazzate messe lì giusto per riempire spazi bianchi, i vuoti. Già magari fosse così facile riempire i "vuoti", avrei risolto il dramma della mia esistenza. Ho deciso di continuare a tenere il blog, ma di scrivere solo post qualora ne avverta l'esigenza, perchè del resto di questo si parla: scrivere per comunicare a chi ha voglia di leggere!

sabato, 12 gennaio 2008
11:02

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amor puro

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: tempi duri

Mi è giunta questa mail:


Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino. Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, il sovrano gli offrì la liberta, a patto che rispondesse ad un quesito molto difficile: "Cosa vogliono veramente le donne?" Artù avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale, nel caso in cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso. Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il più saggio fra gli uomini e sembrò al giovane Artù una sfida impossibile; tuttavia, avendo come unica alternativa la morte, Artù accettò la proposta, e fece ritorno al suo regno. Ivi giunto, iniziò a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente. Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una vecchia strega, poiché solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno per gli esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti. Il tempo passò... e giunse l'ultimo giorno dell'anno stabilito, così che Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega; la quale accettò di rispondere alla domanda, solo a patto di ottenere la mano di Gawain, il più nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonché migliore amico di Artù! Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva... La strega aveva una gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni! Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante. Perciò si rifiutò di accettare di pagare quel prezzo e condannare l'amico a sobbarcarsi un fardello simile! Gawain, venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Artù dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la tavola rotonda, e che quindi avrebbe accettato di buon grado di sposare la strega. Il matrimonio fu pertanto proclamato, e la strega finalmente rispose alla domanda: "Ciò che una donna vuole veramente è essere padrona della propria vita". Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz'altro una grande verità e che sicuramente la vita di Artù sarebbe stata risparmiata. Infatti il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù e gli garantì piena libertà. Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega? Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese. La strega, al contrario, esibì le peggiori maniere... Mangiava con le mani, ruttava e… rumoreggiava, mettendo tutti a disagio. La prima notte di nozze era vicina, e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani, ed entrò nella camera da letto: e... che razza di vista lo attendeva! Dinnanzi a lui, discinta sul talamo nuziale, giaceva la più bella donna che avesse mai visto! Gawain rimase allibito e, non appena ritrovò l'uso della parola (il che accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le fosse accaduto. La strega rispose che lui era stato talmente galante con lei, quando si trovava nella sua forma repellente, che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto, e che per la metà del tempo sarebbe rimasta così, mentre per l'altra metà sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima. Chiese quindi a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte. Che scelta crudele! Gawain iniziò a pensare all'alternativa che gli si prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte? O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole di notte con cui dividere i momenti di intimità? Voi cosa avreste fatto? La scelta di Gawain è distante solo poche righe... ma non leggetela finché non avrete fatto la vostra scelta!  Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la possibilità di decidere per se stessa. Sentendo ciò, la strega gli sorrise e gli annunciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perchè Gawain l'aveva rispettata, e l'aveva lasciata essere padrona di se stessa! La morale di questa storia? Non importa se la tua donna è bella o brutta, se è intelligente o stupida:in fondo in fondo è sempre una strega!


Io ci aggiungerei: non importa neanche se è una strega, l'importante è quanto è ricca




 



giovedì, 10 gennaio 2008
18:45

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Proprio me stavo cerchiando!

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò
Guardarsi dentro, bisogna guardarsi dentro, ecco cosa occorre. Già ma come si fa, come si fa a gurardarsi dentro, quale strumento adoperare...e non dare ascolto al cuore, sono cazzate, il cuore non dice niente, guardarsi negli occhi allo specchio serve ancora meno, forse una rettoscopia potrebbe svelare qualcosa ma...lasciamo stare, preferisco guardare fuori dal finestrino ok!!
giovedì, 03 gennaio 2008
21:02

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L'iopossum

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò
Tutto sto buonismo delle feste!!! Per inciso, chi ha detto che io sono simpatico, o che devo esserlo? Ragà sono antipatico e me ne vanto!
sabato, 29 dicembre 2007
10:55

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This is the end...

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: tempi duri

Fate tutti una buona fine!

mercoledì, 26 dicembre 2007
09:07

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a natale puoi dire ciò che non riesci a dire mai: VAFFANCULO!

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò
Auguri, buone feste, sereno natale, felice anno nuovo....che due coglioni!!!!!!!!!!!!! Per fortuna sta passando, mantenete la calma che ce la possiamo fare, anche se ancora il peggio deve venire, parlo del 31 lì si che raggiunge l'apoteosi: buona fine e buon principio! Che poi dico io no, una volta almeno c'era il gusto di leggere il bigliettino d'auguri, il messaggio, ma adesso oramai non lo si legge neanche più: potrebbe essere il nostro stesso messaggio inviato ad un amico in comune, sul quale non si percepisce neanche un euro di copyright!
martedì, 18 dicembre 2007
10:08

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I conti non tornano...

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò

Non tutto ciò che può essere contato, conta. Non tutto ciò che conta può essere contato. Albert Einstein

mercoledì, 05 dicembre 2007
10:40

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Un portiere che non sa dove andare a parare.

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò

Il problema non è che non capissi allora, il dramma è che continuo a non comprendere. Sono stato rappresentante di alunni (nel senso che, quasi a mo di avvocato difensore, ero chiamato a giustificare studenti che non avevano il coraggio di parlare con i professori, con il preside), rappresentante di classe, rappresentante d'istituto, e forse, qualora fosse stato possibile m'avrebbero eletto anche rappresentante dei genitori. Bene, cioè male, rappresentavo qualcosa che non capivo: la scuola! Non so se vi ricordate, quando la maestra andava a fare sempre quel servizio importante improcastinabile(nella miglore delle ipotesi a pisciare) io ero chiamato a scrivere alla lavagna i buoni ed i cattivi!!!!!! Ok i cattivi, ma i buoni chi cazzo gli ha mai scritti alla lavagna? No, ditemi chi di voi a mai scritto i buoni alla lavagna! Quei colloqui poi, pomeriggi interi di fila, ci si portava tutta la famiglia, sembrava una scampagnata: ok tu fai la fila qui, io lì, l'amico lì...Una volta un amico di famiglia, arrivo il suo turno, mio padre era da un altro professore, isomma entrò e disse: buonasera professò, sono lo zio di mio nipote! E poi, che defilè di eleganza, che sfoggio di vestiti e di saccenza: l'alunno si impegna ma non come potrebbe! No luigi da te non me l'aspetto proprio, da tutti si, ma da te pretendo di più! (che cazzo ne sapeva lui di come potevo, conveniva andare male, almeno non si creavano aspettative che puntualmente erano nulle!). Il fatto è che poi, sulla strada del ritorno, ero costretto a spiegare, ad interpetare io, (che non capivo) il contenuto dei colloqui, a quel santo uomo di mio padre, che a sua volta, doveva spiegarlo a mia madre quando si tornava a casa, che chiedeva: Beh? E lui: tutto apposto! Papà è un grande, è un uomo di poche parole, lui ha la magia del sunto nel midollo, un pomeriggio... e lui:"tutto apposto"!

martedì, 27 novembre 2007
18:40

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Per ineo Hip Hip Hurrà!

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: propositi
E basta con tutte queste tecniche di massaggio solo al femminile, e che cazzo se parità ci deve essere...e parità sia: si accettano adesioni al perineo man fans club!
mercoledì, 21 novembre 2007
09:50

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A me mi piace vivere alla grande e cià!

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: tempi duri

Vengono meno quelle motivazioni, quegli stimoli, quegli interessi che mi hanno portato ad aprire un blog! Qui non è tutto come appariva: quali amici, quale confronto, quale scambio? Solo un cumulo di falsità, mercenari e meretrice, persone frustrate che ti usano per passatempo: è inutile comprare la settimana enigmistica, guardare la televisione, tanto c'e' il blog! Per fortuna non è solo così, qualcosa di buono c'e', qualche amico l'ho trovato, e mi riferisco a voi con i quali continuerò a sentirmi, quelli presenti tra gli amici. Quindi diciamo che non chiudo definitivamente ma...solo per ferie prolungate. Non dimenticatevi di amadigi di gaula, l'hidalgo picaresco, il cavaliere del febo, anche perchè, febo una volta...febo per sempre!

martedì, 13 novembre 2007
10:05

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E vivrai di luce eterna!

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò, erudiamoci

Ormai è chiaro, alla "luce" del mio ultimo post, il lavoro dei miei genitori, e proprio alla " luce" (con tutto sto gran parlare di risparmio energetico, sei un terrorista) di  ciò ho deciso di pubblicare questo articolo apparso su di  un sito (http://www.stile.it/articoli/2006/01/17/i_gioielli_di_famiglia.670690.php). Direte voi ma che centra? Centra centra! Pensate che  il figlio di un pasticcere da morto non si farà cremare!       Un diamante è per sempre, un essere umano no. Ecco allora l'idea geniale, l'ultima frontiera alla caccia dell'immortalità: trasformare il morto in un diamante, farne un anello e dargli vita eterna. Ecco i veri gioielli di famiglia. Da sempre desiderati e invocati, finalmente sono sul mercato. Partiamo da un paio di assunti prettamente scientifici: 1) i diamanti sono fatti di carbonio 2) gli esseri umani sono fatti di carbonio. C’è una sola differenza: un diamante è per sempre, un essere umano no. Ecco allora l’idea geniale, l’ultima frontiera alla caccia dell’immortalità: trasformare il morto in un diamante, farne un anello e dargli vita eterna. Anche il morto allora sarà per sempre. La LifeGem memorials, una società funeraria di Chicago, non si è fatta sfuggire la faccenda e ha deciso per davvero di fabbricare dei diamanti utilizzando resti umani. Ci sono voluti tre anni di studi con fior fior di scienziati piegati sui microscopi, ma alla fine alla Lifegem sono venuti a capo della questione e hanno brevettato un metodo innovativo per trasformare le ceneri di un defunto in uno splendente diamante da incastonare dove meglio si crede. I comandamenti del processo sono tre: cremazione, creazione e sfaccettatura. Tanto per cominciare il corpo si fa un bel viaggio all’inferno: temperatura 3.000 gradi centigradi in un forno. La cremazione purifica il carbonio tramutandolo in grafite. Buona tra l’altro anche per le matite: una bella matita per scrivere la storia del caro estinto con il suo stesso corpo: un’altra idea per un business funerario vincente. Altro che matita, qui si pensa ai gioielli. Allora il tutto viene spedito ad un laboratorio russo dotato di apparecchiature da film di fantascienza, dove viene sottoposto ad una pressurizzazione 80.000 volte superiore a quella atmosferica. Poi apposite lame taglieranno il diamante a seconda delle richieste. A quel punto, il più è fatto, tempo una quindicina di settimane in tutto per vedersi recapitare i resti del caro estinto sotto la forma più piacevole di diamante sintetico personalizzato. Blu, giallo o rosso è la scelta dei colori.  Non resta che sborsare una cifra non indifferente che varia a seconda di caratura e purezza della gemma. LifeGem ha bisogno di circa 2 etti e mezzo di ceneri umane per realizzare un diamante. A seconda delle dimensioni i prezzi variano da 2.500 $ per un quarto di carato a 14.000 $ per un carato intero. Ma alla fine si può indossare il proprio caro estinto come anello o anche come pendente in alternativa. Un modo come un altro per colmare il vuoto della perdita. D’altronde fanno sapere dalla LifeGem che i loro gioielli hanno la stessa qualità di quelli che si acquistano niente meno che da Tiffany. Quindi se qualcuno vi invita sulla Fifth Avenue da Tiffany cominciate a sospettare sulle sue intenzioni. In tre anni la LifeGem ha realizzato circa 1.000 diamanti a 500 famiglie, “il più esclusivo prodotto memoriale mai inventato”, così definiscono la loro trovata. Dean Van den Biesen, il vice presidente della società, è sorprendentemente capace di farne soprattutto una questione di packaging estetico: "Le ceneri sono molto preziose e speciali per la gente, ma esse non hanno una forma e un aspetto estetico. La gente ora, invece, se le gode realmente ed è qualcosa di realmente differente da quello che ti aspetti da una professione funeraria”. La società di Chicago offre una scelta all’interno di un’industria funeraria che per anni ha limitato le alternative ai consumatori – seppellire un corpo in un cimitero o cremarlo con le ceneri conservate in un’urna o sparse nel vento - finalmente abbiamo delle alternative: “Penso che le nuove generazioni siano più aperte ad una personalizzazione del loro viaggio finale nella vita”, pontifica ancora Van den Biesen. La LifeGem crede che il mercato dei diamanti sia pronto a sbocciare. Secondo la Cremation Association del Nord America, la percentuale dei morti cremati passerà dal 30% attuale al 35% nel 2010, fino al 43% del 2025. Van den Biesen la sa indubbiamente lunga: “La maggior parte delle persone cercano non vuole piangere la scomparsa, ma vuole celebrare una vita. La LifeGem è il modo migliore per farlo”.  LifeGem, cioè la gemma della vita: l’immortalità che si indossa all’anulare per restare sempre a portata di mano. Sembra l’ultima diavoleria del mercato mortuario per rimpinguare il giro d’affari che si gonfia col passaggio dalla vita alla morte. Ma d’altronde è soprattutto un fatto di tradizioni aggiornate e perfezionate. In molte famiglie esiste il classico gioiello della nonna che deve essere immancabilmente tramandato tra le generazioni. Invece, con LifeGem, il ricordo della nonna non dovrà essere figurato in un oggetto metaforico, ma sarà la nonna stessa. Il gioiello di famiglia. Ecco allora che una famiglia di Edmonton, in cambio della nonna di 80 anni, ha ricevuto un diamante da un quarto di carato che, montato su un anello d'oro: ora va a spasso al dito della prediletta nipotina. Quattromila dollari, sempre meno comunque meno di una tradizionale sepoltura. La LifeGem Memorials descrive il suo prodotto come segue: "Il diamante LifeGem è più che una semplice visita settimanale alla tomba del tuo caro estinto. E' un modo per abbracciare il ricordo del tuo amato giorno dopo giorno". La gemma della vita va in effetti a toccare le corde più profonde, il desiderio ancestrale di non volersi separare dalla persona amata. Il tentativo per restare aggrappati al proprio caro, anche se a forma di anello, a goccia, a baguette, a marquise, come lo volete. Da quando la società dell’Illinois ha iniziato a diffondere la moda del defunto cristallizzato nel diamante, ha ricevuto centinaia di richieste per tramandare ai posteri sotto forma di diamante anche il proprio amato animale. Ovviamente, fiutando altri guadagni e l’allargamento del mercato, la LifeGem non s’è fatta pregare per rispondere: “Sì, noi assolutamente possiamo e vogliamo creare un brillante memoriale anche dei vostri animali domestici più cari”. “L’amore sopravvive” è lo slogan principe della LifeGem. “I diamanti sono i migliori amici di una donna”, diceva Marilyn Monroe.

domenica, 11 novembre 2007
10:54

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L'hai caricato il babbà?

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò

Per quanto possa sforzarmi nella fedeltà del racconto, non riuscirò mai a trasmettere le stesse emozioni! (carina però questa, quasi quasi che il post lo termino qui, risparmio e comparisco, faccio la mia “porca” figura). La mia è stata l’infanzia più “dolce” del pianeta, i miei genitori hanno un laboratorio di pasticceria: quanti “natali” trascorsi a dormire sotto la vetrina espositiva dei dolci, tra vassoi, al caldo dei motori, altro che grotta, bue e asinello, il vero presepe vivente lo facevamo noi nel laboratorio tutte le vigilie! E’ chiaro che non solo la mia infanzia, ma tutta la mia vita, i miei ricordi migliori sono legati alla pasticceria. C’era un cliente che, nei tempi in cui le “pastedolce” erano mini torte, e non ste cacatine di “mignon” di oggi, adorava i babà, quelli giganti, tipo panettoni, fatti ad hoc per lui, e non solo, se non si svuotava na’ bottiglia di rhum a pezzo, i dolci non erano  buoni! Lo servivo io, e puntualmente mi domandava: “l’e’cari’caaaa’t u’ babbbbà? (l’hai caricato il babbà, nel senso hai messo il rhum?). Poverino non so se è morto di diabete o cirrosi epatica!

sabato, 10 novembre 2007
17:25

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modididire

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Prendi le corna per il toro, prima che se ne vada con le gambe tra la coda
mercoledì, 07 novembre 2007
16:31

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I ragazzi che si amano...

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I ragazzi che si amano

davanti allo specchio

si stanno facendo belli

lo puoi capire anche ascoltando

i programmi a dedica a richiesta

sulle radio private

I ragazzi che si amano

non hanno tempo

e non ci sono per nessuno

la vita è cambiata

c'è una nuova energia

che fa diventare importanti

anche le sciocchezze

si stanno armando, armando, armando,

armando, armando, armando,

stanno imitando l'amore

I ragazzi che si amano

si stanno baciando

sui pianerottoli della notte

e gesti un poco goffi

prima di toccare la confidenza

I ragazzi che si amano

si stanno spogliando

negli abitacoli della notte

brividi e voglia

e rumori nella pancia

e parole ascoltandosi la voce

Ci stiamo amando…

stiamo imitando l'amore

ci stiamo armando…

stiamo inventando l'amore

ci stiamo amando…

ma che sapore hai?

armando, armando, armando

armando, armando, armando


 


Luca Carboni (modica armando=amando)

venerdì, 02 novembre 2007
11:55

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Parlami ogiva!

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Sei per strada, sguardo perso all'orizzonte, passo svelto, cellulare all'orecchio, quando...toh chi si vede! Incontri un "conoscente", uno che non riesce a coglierne la sottile linea di demarcazione, e  ti considera non solo "amico", ma soprattutto autorizzato  a preoccuparsi, a chiederti delle tue sorti. Puoi rispondere a una qualsiasi domanda, come si chiamano i sette nani, quando scade l'iva, cosa significa IBAN, ma non puoi rispondere alla "consueta" domanda (che poi tando domanda non è se il tipo non la interpreta in modo gutturalmente corretto): TUTTO BENE? Madonna che odio!!!!!!! La odio! Si puoi cavartela con un: in che senso? Ma vi posso assicurare che vuol dire mettere le" parole sotto al tappeto", vuol dire postecipare il problema. Lo capisci, che il soggetto esordirà con la mitica frase, dal look, da come ti ferma per strada, dallo sguardo, ma soprattutto dall'età, dall'espressione del viso, dalla forma delle labbra, ogiva dalla quale te la sparerà faccia! Ma ora non mi faccio cogliere più impreparato, ho la "controcapuzzata" (espressione tipica dialettale tarantina atta ad indicare la testata da dare ad uno che ti sta dando una testata). Prima avrei accennato un "la solita", ma era troppo ermetica, dovevi spiegare il significato metafisico e filosofico del termine, ora invece, senza battere ciglio: "Si tutto ok, è tutto ok, alla grande"...Ti guardano schifati con aria d'invidia e se ne vanno. 

mercoledì, 31 ottobre 2007
11:23

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Conta il contenuto

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò

Mi sono rotto di sentire stà storia del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno, se ne fa un abuso, un uso improprio, quando non si sa che dire si scivola in questa frase che è di un banale...E in tutti i contesti poi, in tutti i luoghi. Diciamocelo senza remore: questo modo di dire  è ormai il "qualunquismo" per antonomasia! Che poi a pensarci bene, il bicchiere lo puoi vedere come vuoi, ma per me, ciò che conta è il contenuto! Non importa se mezzo pieno o mezzo vuoto, cioè che conta sono le dimenzioni di sto cazzo di bicchiere e soprattutto non il quantum, ma il cosa, cosa c'e' dentro, il contenuto!

martedì, 30 ottobre 2007
12:35

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flos cunnilingus

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: erudiamoci

Compaiono i fossili in museo, qualcuna deposita le foto in cassette di sicurezza: stiamo diventando davvero preistorici, preziosi, rari, insomma in via d’estinzione! Quando una donna trova uno bravo, insomma uno che “lavora” da gran stakanovista, trova un tesoro e non è disposta a mollarlo. Esistono si certo uomini che sanno scopare, ci sono addirittura quelli che lo fanno in modo soddisfacente, ma leccare, leccare amici miei, cari lettori, leccare è tutta un’altra emozione! Buona parte delle donne si denudano velocemente perché non hanno un buon rapporto con il loro corpo, anche se sono statuarie, divine, delle bonazze della madonna: subito collant, slip e sotto le lenzuola, la parte superiore (camicetta, reggiseno..) quando si è “sotto coperta”! Ancora peggio quando a spogliarla è lui: l’arrapamento d’amplesso impedisce di vedere qualsiasi cosa che s’interpone tra l’uccello e la…E no, cazzo, non va bene no! Fermati, respira, godi di quegli attimi. Osservala, guarda, contemplala, quasi come se fossi davanti ad un capolavoro d’arte! (Praticamente un filosofo). Parla, scherza, ridi e stuzzica, non stare in silenzio, non rendere l’atmosfera pesante, difficile da vivere, innaturale, coccola, accarezzala lungo la schiena, altro che le bambole, pettinale con le dita la... S’apre il sipario, si va in scena: sposta delicatamente le grandi labbra e guarda le piccole, sussurra parole da molto vicino, falle sentire il fiato caldo, comincia a leccare pure se vuoi. Allarga la parte superiore fino a trovare quella cosa che è una parola orribilmente maschilista, che richiama il simbolismo sessuale della pistola e del potere dell’uomo in mano e tra le gambe, una parola brutta anche sonoramente: il grilletto! I “clito” sono di grandezze varie, così come il cazzo negli uomini: non c’entra assolutamente niente con la capacità di arrivare all’orgasmo, (proprio come negli uomini!). Avvertimento di servizio fondamentale: quando tocchi fallo (nel senso di fare) col dito bagnato, devi bagnarlo ma come dove? Mettiglelo in bocca, che tra l'altro è molto sexy, ciucciatelo, immergilo in un cestello di ghiaccio e visto che ci sei insert coin (mettici anche qualche cubetto). Il “clito”, è estremamente sensibile e non emette “umori”. Non penserai certo partire dal punto d’arrivo! Esplora tutto il circondario: l’interno coscia, il ginocchio, le caviglie, i piedi, l’alluce: lecca, bacia e dipingi con la punta della lingua, avvicinati e allontanati, crea interesse, suspance, attesa. Sarebbe consigliabile un brevetto da sub (anche primo livello va bene), comunque: sprofonda, immergiti con tutto il viso in mezzo alle gambe. Passa una mano di lucidalabbra con le tua lingua sulla fessura, ma senza premere, delicatamente. Ripeti l’esercizio, ed ecco il miracolo: lei si solleva tende a te, alla tua bocca per farti avvicinare ancora di più. Fai un  O (non con il bicchiere, saresti un genio) con le labbra, e avvicinati alla sommità della fessura, e succhia, bacia delicatamente, poi con più passione, succhia, bacia e lecca. Si entra nel vivo dell’opera, siamo allo stupore intenso, separa le grandi labbra con la lingua e…spennella, dai generose leccate dall’alto in basso, da destra a sinistra e viceversa!  Simula la penetrazione con la lingua. Fermati adesso a guardare se il “clito” si è indurito abbastanza da fuoriuscire dal suo prepuzio. In tal caso ciucciatelo, prendilo in bocca, tra i denti, leccala. Se non la vedi, non disperare, può darsi che ti stia ancora aspettando, se è troppo grossa è ricorda vagamente un pene: complimenti pensavi di fottere ed invece sei stato fottuto, è un trans, occhio al culetto! Quindi appoggia la lingua sulla sommità della fessura e cerca di sentirla. Lecca e succhia, ma succhia forte! Allontana delicatamente le grandi labbra e batti la lingua contro il clitoride e  fallo rapidamente. Lascia stare i vocalizzi, concentrati! Quando avverti che si sta avvicinando all’orgasmo, nuovamente le labbra a formare una O e prendi il clitoride in bocca. Soffiaci dentro, si come si fa con i palloncini, e succhia delicatamente, guardala in viso per vedere come reagisce. Molti uomini traggono godimento dal viso di una donna in estasi, potrebbe essere doppiamente utile farlo. Assicurati prima delle condizioni di salute, se lo sopporta, comincia a succhiare più forte. Se le piace, succhia e succhia sempre più forte. Assecondala, seguila, se solleva in aria il bacino spinta dalla tensione dell’orgasmo in arrivo, muoviti con lei, non contrastarla, non mollare e tieni la bocca calda sul clitoride, non lasciarlo andare. È quello che ti sta dicendo anche lei, non fermarti per nessuno motivo al mondo, potresti perderla e sarebbe per sempre. Buona parte delle cause di divorzio sono frutto di questo errore, quindi non fermarti assolutamente, per nessun motivo al mondo!




Non abbiamo ancora finito, aspetta! Non essere frettoloso, come al solito, due nozioncine e subito si sentono grandi leccatori! Si può migliorare, come? Beh, si può penetrarla con le dita mentre gode al leccare del “clito”, usare il naso, usare dita e naso insieme, leccarle l’ano, usare dita, naso e leccare l’ano insieme (il mio preferito) se davvero la vuoi fare impazzire! Quante dita? Beh, uno è troppo sottile, diciamo poco, tre sono troppi per arrivare abbastanza in fondo, poi le vie delle signore, si sa, sono.. Non dimenticare il “lubrificante”, la saliva e non hai bisogno di ausculto per capire: ti basta il suo respiro. Quando comincia a venire, per amor del cielo, non mollare il  “clito”, stai lì per tutta la durata dell’orgasmo, mettiti in ferie, spegni il cellulare, ma non lasciarlo mai! Subito dopo, quando il primo orgasmo comincia ad attenuarsi, muoviti come un elefante in un negozio di chincaglierie, muovi la lingua ma lentamente avanti e indietro, se hai le dita dentro, estraile ma molto delicatamente, se hai un’erezione meglio ancora, penetrala subito, si sentirà ancora avvolta, le prolungherai il godimento, riaccendendo un nuovo orgasmo, si avete capito bene orgasmi multipli non è solo il titolo di un film hard, può essere anche una realtà! Ora parla, dì cazzate, fischia, ridi, ma non lasciarla da sola! No proprio adesso. Vorresti venire tu adesso ma non perderti ad un passo dal traguardo, continua a manifestare amore: accarezzale la spalla, i seni, i capezzoli, le labbra, le mani, accarezzala tutta. Nulla di particolare da aggiungere o sottratte alla tecnica e lascio libere interpretazione personali.

lunedì, 29 ottobre 2007
18:15

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Noi ragazzi dello zoo tarantino!

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò
Non fa tanto paura l'ignoranza quanto fa morte il silenzio.
sabato, 27 ottobre 2007
10:46

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Ho detto vicoli, non strade

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: poesiemie

Dedalo asettico conduce a celle,


puzza di alcool, d'eucalipto, di dopobarba e deodoranti


di infermieri che sanno di medicinali,


una goccia di rugiada al suolo cade


da una rosa attonita, scossa e stranita,


sconforto, a crederci si rifiuta, stenta,


la sua dolce candela s'è spenta.


 


Mi tremano le parole, devo schiarire la scrittura,


come potrò mai farlo, come farò a dirlo


a chi ha condiviso la sua spensieratezza,


l'innocenza della sua infanzia, la sua crescita,


il vostro camminare in quei vicoli, non strade


dentro quel mare...schizzi, tuffi, cibo e giochi,


vicino a quel focolare protettivo dove piccino


per scaldarti le mani ti sfreghi,


come si può riuscire a spiegargli,


con voce stridente, fioca e lenta,


che un'altra candela s'è spenta.


 


Angelo che nella stanza, di notte


mi preghi accanto, mi vegli in silenzio,


speri di scacciare i demoni dal quadrilatero del letto,


la tua commuovente ingenuità non coglie


che è di giorno che il mostro sputa veleno,


soffia, spira, grida, fischia e canta,


già e un'altra candela s'è spenta.


 


La vecchiaia davanti alla sua rassegnazione,


dallo scialle e dal toupet intrisi


d'incenso, di ricordi, di minestra, di zuppa,


elenca i suoi acciacchi, si duole e si lamenta,


ha già appreso che un'altra candela s'è spenta.


 


Ritmo frenetico d'efferata violenza


scandisce questa ipnotica ritmica danza,


la tribù osserva inerme e  lo stregone intanto soffia,


non è crisi è uragano di proporzioni ancestrali, ma...


occorrono solo altri amuleti, altri gnomi, altre fate,


altre spezie atte ad indorare la realtà nuda e cruenta


e intanto in silenzio un'altra candela s'è spenta.


 

lunedì, 22 ottobre 2007
08:59

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Febo machine: all febo's

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all febo

venerdì, 19 ottobre 2007
13:04

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Non bastano le palle?

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò

Vorrà dire che tireremo fuori anche i coglioni!

venerdì, 19 ottobre 2007
12:32

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modididire

Assumendosene la responsabilità, amadigidigaula l'ha scritto e poi archiviato in: dituttounpò

in culo alla falena

giovedì, 18 ottobre 2007
12:24

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Modididire

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In bocca al pupo

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